
Quanta strada ha percorso il caffè? Come è arrivato dall’Etiopia al resto del mondo? Dallo Yemen al mondo arabo, seguiamolo nel suo percorso.
Dopo la scoperta delle bacche di caffè in Etiopia, che ti abbiamo raccontato con la leggenda di Kaldi e le capre, il viaggio della pianta e della bevanda inizia con un passaggio fondamentale arrivando prima nello Yemen e poi propagandosi nell’intero mondo arabo.
E il caffè, da semplice pianta selvatica, si trasforma in una bevanda preparata, consumata e diffusa consapevolmente. Questa bevanda ha assunto un ruolo centrale nella vita sociale, religiosa e commerciale dei popoli. La storia del caffè nello Yemen rappresenta uno dei capitoli più importanti dell’origine del caffè così come lo conosciamo oggi.
Dall’Etiopia allo Yemen
Tra il XV e il XVI secolo, i chicchi di caffè attraversarono il Mar Rosso dall’Etiopia diretti nello Yemen, probabilmente grazie ai mercanti e ai viaggiatori. Le regioni montuose yemenite offrirono le condizioni ideali per la coltivazione della Coffea arabica, tanto che lo Yemen divenne il primo luogo al mondo in cui il caffè fu coltivato in modo sistematico.
E proprio in quel periodo il caffè iniziò a essere consumato non più solo come frutto da masticare, ma come bevanda calda, ottenuta tramite l’infusione dei chicchi tostati e macinati. Questo passaggio è stato la vera svolta nella storia del caffè.
Il ruolo dei monasteri sufi e la nascita della qahwa
Un ruolo centrale nella diffusione del caffè nel mondo arabo l’ebbero i monaci sufi appartenevano alle confraternite mistiche islamiche. Questi religiosi utilizzavano la bevanda, chiamata qahwa, per rimanere svegli e concentrati durante le lunghe notti di preghiera e meditazione.
Il caffè veniva considerato uno strumento spirituale, capace di favorire la lucidità mentale e l’elevazione interiore. Questo legame tra caffè e religione contribuì enormemente alla sua accettazione e alla sua rapida diffusione nell’intero mondo islamico.
Dal punto di vista etimologico, il termine qahwa è all’origine della parola “caffè” in molte lingue moderne, un dettaglio che sottolinea l’importanza storica del mondo arabo nella diffusione del caffè.
Mokha
Lo Yemen non fu solo un centro di produzione, ma anche il cuore pulsante del commercio mondiale del caffè. La città portuale di Mokha (o Mocha) divenne il principale punto di esportazione dei chicchi verso il Medio Oriente, l’Impero Ottomano e, successivamente, l’Europa.
Per secoli, Mokha detenne quasi il monopolio del commercio del caffè. I chicchi esportati erano spesso trattati per impedirne la germinazione, nel tentativo di mantenere il controllo esclusivo sulla coltivazione. Non a caso, il termine “mocha” è ancora oggi associato a caffè di qualità e a bevande a base di caffè e cioccolato. E, non a caso, noi chiamiamo la caffettiera moka, ma proprio in onore della città.
Le prime case del caffè nel mondo arabo
Con la diffusione della bevanda, nacquero le prime case del caffè, chiamate qahveh khaneh. Questi luoghi si diffusero rapidamente in città come La Mecca, Il Cairo, Damasco e Istanbul.
Le caffetterie arabe non erano semplici luoghi di consumo, ma veri e propri centri sociali e culturali dove si discuteva di politica, si ascoltava musica, si giocava a scacchi e si condividevano storie. Il caffè contribuì alla nascita di una nuova forma di socialità urbana, anticipando il ruolo che le caffetterie avrebbero avuto in Europa nei secoli successivi.
Controversie e divieti religiosi
Nonostante la sua popolarità, il caffè non fu subito accettato da tutti. In diversi momenti storici, alcune autorità religiose tentarono di vietarne il consumo, temendo che avesse effetti simili all’alcol o che favorisse comportamenti considerati sovversivi.
Questi divieti furono temporanei e spesso revocati, poiché il caffè si dimostrò compatibile con i precetti religiosi islamici. Anzi, la sua funzione stimolante lo rese ancora più prezioso all’interno della vita religiosa e sociale.
L’eredità del mondo arabo
Il contributo dello Yemen e del mondo arabo alla storia del caffè è davvero immenso. Qui sono nate la bevanda al caffè come la conosciamo oggi, ma anche le prime tecniche di tostatura, il commercio globale del caffè e le prime caffetterie.
Senza questo passaggio fondamentale, il caffè probabilmente non avrebbe mai raggiunto l’Europa né sarebbe diventato un fenomeno culturale globale.
In conclusione
Il caffè nello Yemen e nel mondo arabo hanno rappresentato il vero punto di partenza della diffusione mondiale di questa bevanda. Dalle confraternite sufi ai porti commerciali, dalle prime caffetterie ai dibattiti religiosi, il caffè si afferma come elemento centrale della cultura e della società.
Oggi il caffè un simbolo universale di incontro, energia e condivisione.

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